La guarigione del Dr. Rozeluk

UN DENTISTA CANADESE GUARITO GRAZIE ALLA MEDAGLIA MIRACOLOSA DELLA SANTA VERGINE A GARABANDAL, DOPO OTTO ANNI DI SOFFERENZE ATROCI

RITORNO ALLA VITA

Dr. Michael Rozeluk, dentista

(Scritto nel giugno 1999)

L'anno 1986 si annunciava soddisfacente per me e la mia famiglia. Il mio studio dentistico era in crescita. I nostri due figli Natalka, dieci anni, e Andry, sei anni, erano bravi a scuola. Tutta la famiglia godeva di una buona salute e, nel mio caso, praticavo tutti gli sports possibili: hockey, balle-molle, tennis, squash, racquet-ball, nuoto, sci d'acqua, golf, etc...Inoltre, le sere d'estate, mi piaceva giocare al pallone con i miei figli. Facevo anche del lavoro di volontariato, come Presidente canadese dell'Associazione dei giovani ucraini. Mia moglie, Helen, insegnava part-time in una scuola ucraina e portava i bambini in macchina alle loro diverse attività sportive e musicali.

Il 19 febbraio, mi recai alla corale in auto, come d'abitudine. Helen, non sentendosi bene, rimase a casa. Sulla strada di ritorno mi fermai ad un incrocio, preparandomi a girare a sinistra. Dal mio specchietto vedevo due fanali, all'uscita di una curva, che si avvicinavano ad una velocità folle. Gli unici ricordi che mi rimangono oggi di quel momento, sono i due fari che erano quasi sopra di me. Non mi ricordo di essere uscito dalla macchina, ma di essere appog giato sul cofano della macchina che era stata scaraventata all'altro lato dell'incrocio per il violento impatto, e di essere molto debole e stordito. Dopo, un ufficiale di polizia si presentò sul luogo dell'incidente. In seguito agli accertamenti d'ufficio, l'altro conducente fu accusato di guida pericolosa al volante della macchina. C'era un'ambulanza all'angolo della strada, ma né gl'infermieri, né i poliziotti pensarono di portarmi in ospedale. Riuscii a tornare a casa solo, in macchina.

L'indomani mattina, fu terribile. Non potevo più muovermi. Provavo un dolore forte alla testa, al collo, alle spalle ed alla schiena. Dovetti cancellare i miei appuntamenti della giornata ed andare dal mio dottore. Fu così che cominciò una lunga processione che durò otto anni: visite ai dottori, avvocati, terapeuti, chiropratici, diversi specialisti, laboratori di radiologia ed addirittura uno psichiatra, per esami e diverse cure, nessuna di alcun giovamento. Inoltre ero allergico alle medicine prescrittemi, di conseguenza non le potevo prendere, tranne il Tylenol-3 che mi dava un pò di sollievo.

Durante gli otto anni, Helen, con la precisione di un orologio, andava a richiedere le mie ricette per il Tylenol-3 ogni tré settimane. Prendevo due Tylenol-3 ogni due ore. Che diagnosi stabilirono i miei medici? Avevo un danno permanente al collo ed alla mascella. Non potevano farci niente. In più, dovevo aspettarmi che l'artrite al collo ed alla parte superiore della schiena aumentasse, e che prendessi la pensione nei 5 anni seguenti per ragioni d'invalidità.

UNO STILE DI VITA DIVERSO

Dopo l'incidente, io soffrivo continuamente sette giorni su sette. Il Tylenol-3 riusciva a diminuire un pò il dolore, ma non sempre. In certi periodi, i dolori atroci che provavo potevano durare quaranta ore e niente mi poteva dare sollievo. In quei momenti, mi buttavo a terra, sulla schiena, incapace di muovermi, ne di mangiare. Mi veniva anche di vomitare. Ero diventato un barometro ambulante che poteva prevedere i cambiamenti atmosferici quarantotto ore in anticipo. Mi sarebbe piaciuto di aver dimenticato i due giorni che precedettero il tornado che colpì un comune vicino da noi...,

Al contrario, mi faceva piacere partecipare alle riunioni dei giovani. Non era più il caso, ma io mi ci recavo in ogni caso, perché ci tenevo molto. Rimanevo disteso sulla panca durante l'incontro. La mattina, soffrivo tantissimo svegliandomi e cercando di abbracciare i miei figli. Loro stessi si chiedevano perché avevo l'aria di essere sempre arrabbiato. A causa della malattia, avevo spesso degli sbalzi d'umore e spesso dicevo loro di lasciarmi in pace.

La nostra vita sociale era praticamente nulla e fummo costretti ad annullare tantissimi inviti ed incontri che perdemmo un congruo numero di amici. In ufficio, non ero a mio agio nel lavoro. Dovevo sempre combattere con il mio dolore. A volte, una delle mie impiegate, mi riportava a casa, poiché mi era impossibile arrivarci da solo.

Meno di sei settimane successive al mio incidente, le mie due impiegate si licenziarono perché non potettero più sopportare lo stress causato da questa mia situazione. Helen prese il posto di una delle due mentre cercavamo di sostituire la mia assistente.

Ringrazio Dio che la maggior parte dei miei pazienti abbiano capito la situazione e non abbiano troppo protestato quando dovetti cancellare un appuntamento all'ultimo minuto. Questo accadde spesso durante quegli anni ed addirittura i miei pazienti, prima di mettersi in strada, chiamavano in ufficio per essere certi che ci fossi. Entro i mesi di febbraio 1986 e 1994 persi da mezza giornata a due giorni e mezza di lavoro la settimana. Possiedo le cifre esatte. Potrete facilmente comprendere che la malattia abbia inoltre cambiato la nostra situazione finanziaria. Ringrazio Dio per non aver perduto tutti i miei pazienti e di averci sostenuto durante i momenti peggiori.

Per completare il tutto, caddi in una profonda depressione e non ebbi che la mia famiglia, Helen, mia moglie, Irene, mia madre, Jerry, mio fratello, per incoraggiarmi. A più riprese, dissi ad Helen, mia moglie, di prendere un'ascia e di tagliarmi la testa, per finirla con quel supplizio. Si, era proprio uno strazio, e quando ero in quello stato, nessuno poteva parlarmi o aiutarmi in nessun modo. Oltre a tutti i problemi che la situazione mi causava, mi chiudevo in me stesso, la vita non valeva più la pena di essere vissuta.

UN NUOVO ATTEGGIAMENTO

A quel tempo, non ero particolarmente religioso, ma mi resi conto che il mio atteggiamento cambiava,  grazie all'incredibile sostegno della mia sposa, Helen, e di mia madre, tutte e due credenti e praticanti. Così incominciai a pregare la sera, prima di addormentarmi. Iniziai a leggere la Bibbia e feci la promessa a Dio di leggerla, tutte le sere della mia vita, senza nessuna riserva. Pregavo sopratutto per mia madre che amavo molto e che scoprii che aveva un cancro. E mentre io pregavo per lei, mia madre chiedeva a Dio di aiutarmi.

E' sopratutto grazie a mia madre se io ed Helen andammo a Garabandal. Mia madre viveva intensamente la sua fede, dedicando molto tempo alla Chiesa ed all' Azione Cattolica  femminile, cucinando per i malati e facendo loro visita, nonostante la sua salute fosse malferma. Spesso nei fine settimana si recava con il suo gruppo a riposarsi. Mia madre ebbe una serie di trattamenti per il cancro che non le diedero alcun giovamento, e di conseguenza i medici le dissero che non potevano fare niente per lei. Ebbe a rassegnarsi, accettando la malattia.

Era l'estate del 1993 ed Helen ed io pensammo che a mia madre sarebbe piaciuto fare un pellegrinaggio, sopratutto religioso, ma senza andarci da sola. Fu in quel momento che la misi al corrente della nostra intenzione di andare insieme a Garabandal. Fu molto contenta della notizia e sperava di vivere abbastanza a lungo per poter fare quel viaggio. Sfortunatamente, in settembre ed ottobre del 1993 la sua salute peggiorò. Io pregavo molto e chiedevo a Dio che se voleva chiamarla a sé, era la sua scelta. Fu ciò che accadde il 14 novembre 1993. Mia madre mi mancò molto ed ero triste, ma allo stesso tempo felice per lei. Il nostro progetto di viaggio a Garabandal fu dimenticato.

IL VIAGGIO

Poco dopo il Nuovo Anno ed il Natale ucraino, sentivo che qualcosa mi preoccupava. Mi ricordai della promessa fatta a mia madre di andare a Garabandal, e questa idea mi tornava sempre in mente. Ne parlai con Helen e decidemmo di unirci al gruppo di "Nostra Signora del Monte Carmelo" che per Pasqua, sarebbe andato a Garabandal.

Prendemmo l'aereo da Toronto a New York, dove dovevamo incontrare il gruppo. Prima di lasciare casa, non dissi che sarei andato a Garabandal, ma semplicemente in Spagna. Anche in aereo, dicevo ad Helen che non mi rendevo conto perché vi andassimo. Non ero molto religioso, né il tipo di persona che passeggia con la Bibbia sotto il braccio o che preghi tutto il giorno. Dissi inoltre ad Helen che saremmo stati i più giovani del gruppo. Fu per questo motivo che portai un romanzo poliziesco nel caso mi fossi annoiato. Ma mi sbagliai. Questo viaggio é stata la migliore cosa che abbia realizzato nella mia vita. Questo viaggio ha salvato la mia salute mentale, la mia vita familiare, il mio matrimonio, la mia carriera ma ancor di più la mia anima.

All'aeroporto di New York, riconoscemmo immediatamente Marilyn e Joey Lomangino, grazie alle numerose foto viste.. Fu Rosemary Melenchuk, il capo gruppo, che ci accolse. Tuttavia, eravamo troppo imbarazzati per avvicinarci a Joey. Ma quale gioia saperlo tra noi! Prendemmo un altro aereo per la Spagna ed arrivammo al villaggio di San Sebastian di Garabandal che assomigliava a ciò che noi immaginammo: un paese calmo, sereno, carino e caloroso. Ci sentimmo a nostro agio, ma niente escludeva il fatto che io soffrissi molto. Prendevo regolarmente il mio Tylenoi per darmi sollievo.

Nel paese ci dissero che Joey avrebbe raccontato le sue esperienze il giorno successivo nel pomeriggio, nella Chiesa del villaggio. Naturalmente, io ed Helen volevamo parteciparvi.

Dopo la presentazione di Joey, ci mettemmo in fila per venerare la medaglia miracolosa (baciata dalla Vergina Maria a Garabandal). Mi sentivo come sempre: dolori alla schiena, alle spalle, ed alla mascella. Ma, baciando la medaglia di Joey - non posso spiegarlo - sentii di perdere le mie energie. Tutt'ora, mi ricordo di quella sensazione. Facevo fatica a stare in piedi e dovetti appoggiarmi alle panche. Helen pregava in ginocchio al mio ritorno, ma io non riuscii ad inginocchiarmi, così mi sedetti. Lentamente, ritrovai le forze e potei inginocchiarmi anch'io. Risentivo sempre dei miei dolori. Mai provai tale sensazione. Pensai che ciò fosse dovuto al cambiamento d'aria o alla stanchezza, ma non era certo un semplice stordimento.

Due giorni dopo, Bob House, un membro del gruppo, si rese conto che avevo un problema, sia per l'espressione del viso che per il mio passo nel camminare, e si avvicinò. Chiacchierammo un poco, poi gli raccontai del mio incidente e dei miei dolori cronici. Bob mi consigliò di chiedere a Joey di posare la medaglia miracolosa sul mio collo. Gli dissi che non ero venuto a Garabandal per quel motivo. No, facevo il viaggio per mia madre, per rispettare una promessa che le avevo fatto, di venire a pregare per lei. Aggiunsi che se fosse accaduto qualcosa, sarebbe comunque successo, ma che io non avrei chiesto niente per me.

Il Venerdì Santo, il tempo era umido e freddo, cosa che mi fece soffrire ulteriormente, ed il Sabato Santo fu ancora peggio. Prendevo il mio Tylenoi ogni tre ore ed avevo difficoltà a muovermi. Nel corso della serata , il dolore fu insopportabile da non farmi dormire per tutta la notte.

La mattina di Pasqua, il 3 Aprile, non fui in grado di alzarmi per partecipare alla processione del Rosario per le strade del villaggio. Soffrivo talmente tanto da non poter sollevare la testa nel momento in cui i paesani sfilavano davanti alla casa dove alloggiavamo, recitando il Rosario. Dopo aver preso dell'altro Tylenol potemmo assistere alla messa celebrata dal direttore spirituale del gruppo, Padre Thomas Blessin. La giornata fu molto lunga per me ed alle 18.00, presi altri due Tylenol.

LA GUARIGIONE

Uscimmo per la cena verso le 20.00. Non avevo fame, ma Helen mi supplicò d'andare. Al nostro arrivo nella locanda Serafin, diretta dal fratello maggiore di Conchita, Bob House venne verso di noi e mi chiese se Joey avesse appoggiato la medaglia sul mio collo. "Non glielò chiesto", risposi io. Bob mi prese per un braccio e mi diresse verso Joey dicendogli; "Joey, questo uomo ha molto dolore alle spalle". Joey, sempre gentile, tirò immediatamente fuori la sua medaglia e mi domandò dove avessi il dolore per posare la sua mano. Lo sentii mormorare, pensando che pregasse. Poi, egli m'invitò a pregare e, durante l'applicazione della medaglia, aggiunse: "Non dimenticare che é Dio che decide..... io posso solo pregare". Al momento, non avvertii alcun miglioramento ed il mio dolore era sempre intenso. Poi, abbiamo terminato il nostro pasto e siamo rientrati per preparare i bagagli poiché la nostra partenza era prevista molto presto 1'indomani.

Due ore più tardi, dopo aver controllato i bagagli, andavo automaticamente a prendere le medicine quando mi resi conto che non avevo più il dolore né alle spalle, né alla mascella. Non mi ero mai sentito così bene dopo tanti anni.

Prima di mettermi a letto, recitai le preghiere e non presi le pasticche ma ero convinto che mi sarei dovuto alzare durante la notte. Alle due del mattino, mi alzai per andare al bagno, poi mi sedetti al bordo del letto e tesi le braccia per prendere le pillole. Non provavo alcun dolore e mi sentivo meravigliosamente bene. Recitai il Rosario e ringraziai la Santa Vergine di questi momenti.

Mi svegliai presto, e, con mia grande sorpresa, mi sentivo in perfetta forma. Ringraziai Dio, attendendo che i dolori ricominciassero. Helen, mia moglia, era all'oscuro di tutto, l'apprese più tardi insieme agli altri compagni di viaggio. Salendo sull'autobus, ero convinto che i dolori ritornassero di nuovo, mentre invece, continuavo a star bene.

Bob House, sempre molto gentile, si avvicinò a noi e mi donò la sua medaglia, una copia di quella di Joey, e mi disse di portarla ogni giorno. E' quello che feci e questa medaglia non mi abbandona mai. Durante il tragitto verso l'aeroporto di Santander, mi dissi che non era giusto che non dividessi la medaglia con Helen prima e con il gruppo poi, ma la gioia immensa che provavo in ragione di quelle otto ore senza sentire più i dolori era a dir poco straordinario e fu a questo punto che resi tutti partecipi del mio nuovo stato di salute.

Il giorno successivo, le mie impiegate furono molto sorprese di vedermi arrivare in ufficio. Il clima era alquanto uggioso ed il personale sapeva che in tali circostanze, non ero in grado di lavorare. Mi guardarono stupite e mi sentirono parlare. Si resero conto che mi trovavo in perfetta forma e che camminavo senza alcuna difficoltà.

Non credettero ai loro occhi! Che cosa sarà mai successo a Mike?

I miei pazienti erano tutti meravigliati nel constatare il cambiamento avvenuto in me.

Ero tornato ad essere il Dr. Mike, quello che le persone avevano conosciuto prima dell'incidente, colui che scherza, che é felice e che sorride! Ora la temperatura non mi disturba più ed Helen si lamenta d'aver perduto il suo barometro ambulante! E l'energia? Ne ho fin troppa per le mie impiegate che esaurisco al lavoro ogni giorno. Racconto spesso la storia di Garabandal. Un giorno, un' assistente disse a sua madre: "Mike é talmente felice che non lo posso sopportare". Debbo aggiungere che questa persona non mi conosceva prima dell'incidente. Posso di nuovo giocare a golf, alzare dei pesi pesanti e fare un sacco di cose che non ho potuto fare per ben otto anni; é meraviglioso!

UN RITORNO DI VITA

Dopo il pellegrinaggio, Helen ed io abbiamo tenuto molte conferenze su Garabandal e continueremo a parteciparvi il più a lungo che sia possibile. Ringrazio tutti coloro che si rallegrano a causa mia. E se Dio decidesse di restituirmi le mie sofferenze, in questo stesso momento, non dovrete essere tristi per me. Ho ricevuto il più grande dono che sia possibile ricevere. Mi sono sentito un grande privilegiato durante le prime ore che hanno succeduto il miracolo, e oggi, cinque anni dopo, nel 1999 (articolo aggiornato) immaginate la gioia che io provo! 

In conseguenza di questo regalo inaspettato, la vita della mia famiglia, quella dei miei amici e dei miei pazienti é migliorata, senza dimenticare tutte le altre persone che mi hanno visto soffrire durante questi anni. Helen ed io, pregheremo, affinché essi siano altrettanto ricompensati e che tutti possimo testimoniare il Grande Miracolo di Garabandal. Ancora oggi, mi domando perché ho ottenuto questo? Non ne conosco la risposta. Dio solo lo sa. Ma, Lo ringrazio ogni giorno della grazia straordinaria che Egli mi ha concesso.

Traduzione di Antonella Gallo, Roma, maggio '2001.



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